Cosa Vogliamo:
Le madri lucane hanno deciso di intraprendere delle azioni di sensibilizzazione contro il fenomeno dell’emigrazione giovanile, perché questo non è più un fenomeno fisiologico e temporaneo, ma è diventato sempre più un evento inevitabile nella vita dei giovani lucani.
Si emigra non per avere maggiori opportunità, ma si emigra per avere almeno una possibilità di lavoro.
La Basilicata si è impoverita ed ancora oggi si impoverisce delle sue risorse umane migliori, avvicinandosi quindi ad un tristissimo e particolare saldo negativo all’interno della popolazione, un meccanismo che spinge le persone più intraprendenti, più dinamiche, più qualificate ad andare via senza nessuna ragionevole prospettiva di tornare, quindi la composizione demografica della società lucana si va costituendo da figure sociali passive, depresse e con minori potenzialità.
Ogni famiglia lucana spende in media cinquanta milioni per laureare e specializzare un figlio ma questo investimento quasi sempre trova spazio e realizzazione non in Basilicata.
La crisi occupazionale, che produce disoccupazione e massiccio ricorso alla cassa integrazione, sgretola i legami familiari, genere situazioni di tensione e disagio ed impedisce che i giovani costituiscano nuove famiglie.
Le donne lucane sono penultime in classifica per numero di figli, mentre il tasso di disoccupazione femminile o di non partecipazione al mercato del lavoro è fra i più alti d’Italia, questo dimostra che se le donne non hanno una occupazione adeguata non si sposano e non mettono al mondo bambini.
Anche per le donne il lavoro è sempre più un valore centrale e fondativo dell’esistenza umana.